Caro
Santo Padre,
ora che "Totus tuus" è
un abbraccio,
nella
preghiera, potrò dirti sempre
“ti voglio bene”,
nella trascendenza potrò raccontarti
e ascoltare le tue risposte
e questo mi consola e mi fa bene.
Adesso che l’eternità del
Bene ti avvolge
continuerai a volere il bene per tutti,
per i bambini di strada, che non
siano usati per il vizio,
per gli imprigionati, finché
abbiano la libertà,
per gli affamati, perché
la loro vita sia vita,
per gli assetati di verità,
che la ricerchino con forza,
per i giovani, perché sappiano
dire i no e i sì che danno vita,
per i cristiani, sacerdoti e laici,
che non ricerchino il potere,
per chi è zeppo di potere,
perchè lo faccia diventare
immediatamente servizio,
e per chi è perseguitato
a causa delle proprie idee,
della propria fede, perché non perda la speranza...
Caro Santo Padre,
ora sei alla portata di tutti, uomini
e donne
che hai amato e che ti hanno amato.
Ora attraverso i tuoi occhi anche
noi
possiamo vedere il Padre, Gesù suo Figlio,
la forza dello Spirito e in Loro
ritrovare il senso della nostra vita,
le radici della nostra speranza.
Adesso che sei nel Bene, nell’eternità
del Bene,
dopo aver combattuto il male,
aiutaci a non aver paura di spalancare
le porte a Cristo,
vero Dio e vero uomo,
aiutaci, perché il nostro
ritorno a Lui sia definitivo,
sia il definitivo che ci accompagna,
per sempre,
come ha accompagnato te.
Ernesto Olivero
Arsenale della Pace
2 aprile 2005 ore 22.00
durante la veglia di preghiera per il Santo Padre