Roma, 30 agosto 2006: dal diario di Ernesto Olivero: Caro Dom Luciano, ho sofferto molto al pensiero di non venire a Mariana per l’ultimo saluto. Non capivo se c’era del mio o del tuo nelle difficoltà che stavo incontrando. Non riuscivo a trovare posto sull’aereo anche se tutti i miei amici si stavano impegnando molto. Avevo anche un appuntamento particolare: essere all’udienza del mercoledì per parlare con il Santo Padre dei nostri progetti per il Libano, per Israele e Palestina. Pregavo per capire come fare. Tu che mi conosci, capisci… Mi chiedevo se andare dal Papa, anche con il pianto nel cuore, e allora - oltre che del Libano - gli avrei parlato di te oppure volare a Mariana; se almeno avessi trovato un posto! Mi sono affidato. Il posto per il Brasile non è arrivato, dunque ho preso come un segno di dover andare a Roma e poterti onorare, nell’ora del tuo funerale, parlando di te al Papa. Entrato nell’Aula Paolo VI, che tu ed io abbiamo visto tante volte insieme, credo di aver capito. Non appena mi vede, il Papa mi saluta con cordialità. Caro Dom Luciano, dal Paradiso avrai sorriso nel vedermi; ero vicino ad una Madonna che il Papa avrebbe benedetto: si chiamava Madonna delle Pietre. Abbiamo sorriso insieme nel vederla, ricordando il nostro comune amore per la Madonna e anche per i sassi. E quante me ne hai regalate! Avevo con me la tua foto e non appena il Papa l’ha vista, gli è uscita un’esclamazione “È un santo vescovo!”. Hai visto anche tu il fremito che l’ha percorso quando ha letto dell’offerta della tua sofferenza per lui. Gli ho parlato di te e il suo sguardo è rimasto incollato alla tua foto; gli ho chiesto di scrivere un pensiero per la tua famiglia per noi e lui, senza esitazione, ha preso la mia penna e ha scritto “Ringraziamo il Signore per questo pastore” B XVI 30.VIII.2006. Poi un abbraccio vero, calmo, il silenzio e uno sguardo.
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