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Aggiornamento al 9 aprile 2009

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OBIETTIVI
Promuovere, dare continuità, e crescita all’’esperienza delle EFAs,
le “Scuole-Famiglia Agricole” in Brasile.
La prova tangibile che, da un forte impegno, radicato nella comunità e nei valori spirituali e umani più profondi, nascono prospettive reali di promozione umana e sviluppo.
I giovani che le frequentano scelgono di rimanere a lavorare la terra nella loro zona di origine, scampando all’esodo verso le favelas delle città. Restare è possibile perché formati a coltivare meglio, secondo tecniche semplici ma innovative e adatte al territorio, più motivati e consapevoli, uniti nella partecipazione alla vita delle loro comunità.
BENEFICIARI
Sono circa 2.000 i ragazzi e ragazze – tra i 12 e i 25 anni - che studiano nelle 26 scuole della rete AECOFABA. Ciascuno degli studenti, in rappresentanza di una piccola comunità di coltivatori da cui proviene, che lo ha scelto, e per la quale agirà successivamente: decine di migliaia di famiglie.
Circa 20.000 sono gli ex-alunni, molti dei quali animano cooperative e associazioni locali in tutto il territorio.
IL CONTESTO
Comunità di poche decine di famiglie disperse in un territorio immenso, analfabetismo diffuso, insufficienti capacità nel gestire una attività agricola, crisi di siccità a ricorrere periodicamente: l’ambiente del sertão della Bahia. Cui si contrappone il carattere determinato dei suoi abitanti: “sopravvivere è più difficile, ma almeno è la mia terra e non la cambio per nessun posto del mondo”.
Un ambiente profondamente segnato da storiche situazioni di sottosviluppo umano e materiale, ma in cui, anche qui, lo scenario cambia, anche radicalmente, con relativa rapidità.
I primi due decenni di vita della AECOFABA hanno visto la progressiva nascita delle scuole, di primo grado, in comunità prima abbandonate e passive: non l’apertura di nuove strutture, ma piuttosto l’inizio di una nuova storia.
Successivamente, lottando sempre per la sopravvivenza causa la mancanza di sostegno economico dalle autorità locali – che anzi avversavano molto duramente questa iniziativa e il cambiamento che animava – accanto alle scuole sono nate piccole altre iniziative per offrire opportunità di sviluppo alla campagna: dalla apicoltura alla piscicoltura; la raccolta di acqua piovana per convivere con la periodica siccità, una radio dedicata ai piccoli agricoltori per toglierli dalla solitudine, sviluppo di tecniche per i microallevamenti…
Oggi il modello resta più che mai valido, ma deve rispondere anche a nuove e sfidanti necessità, e quindi adattarsi e ridefinirsi. Per essere adeguato alle esigenze della competitività del mercato e ottenere un significativo miglioramento della propria condizione, il piccolo coltivatore deve possedere un bagaglio di conoscenze crescenti. Il miglioramento nell’offerta scolastica di base nelle campagne, permette ora di spostare progressivamente il lavoro delle EFAs nel livello della media superiore (secondo grado). Gli allievi, più maturi di età, sono in grado di valersi meglio del metodo dell’alternanza. In questi anni, tutti i professori delle EFAs hanno conseguito la laurea per poter continuare nel loro lavoro. E le sperimentazioni e iniziative promosse sono finalizzate ad allargare e diversificare le attività agricole per passare da una pura sussistenza ad una migliore capacità di reddito.
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PARTNERS
L’ AECOFABA, Associazione delle Scuole-Famiglia Agricole (EFAs) della Bahia. Le “Scuole-Famiglia” Agricole del Brasile sono in tutto un centinaio. Le prime della Bahia nascono nel 1974; nella AECOFABA ne sono riunite oggi 19 di primo grado – medie inferiori - e 7 di secondo grado – medie superiori, in cui via via anche le altre si trasformeranno.
L’avvio e l’espansione del movimento nella Bahia è stata promossa dall’opera di padre Aldo Lucchetta, formidabile figura di missionario e lottatore per i diritti dei poveri, che a questo ha speso tutto se stesso; ma ha lasciato una eredità viva di Chiesa e speranza e la capacità dei suoi responsabili di portarla avanti.
Le scuole – entità private ora riconosciute - sono organizzate con la partecipazione dei piccoli agricoltori delle varie comunità sparse nell’immenso territorio, che prendono l’iniziativa di costituire un ente educativo. L’AECOFABA, con una sua equipe di una decina di persone, opera nel coordinamento e sviluppo della didattica, formazione degli insegnanti, aiuto nel reperimento delle risorse, e sperimentazione di nuove iniziative di sviluppo agricolo.
Il metodo educativo e didattico è quello della ‘Pedagogia dell’alternanza’: si alternano periodi di quindici giorni di presenza intensiva nella scuola e periodi di quindici giorni di permanenza presso la famiglia. Resta e diventa così più viva la cosa più importante: il legame dell’alunno col proprio ambiente di origine; un interscambio continuo tra giovani e insegnanti, scuola e famiglia, giovani e comunità.
Non si tratta unicamente di far apprendere delle nozioni, ma di far crescere la persona in una dialettica di “azione e riflessione”. Il professore non è solo colui che insegna, ma colui che guida e aiuta a svolgere questa riflessione basata sulle esperienze quotidiane.
Oltre al metodo e alla tecnica, valorizzando sia sistemi tradizionali che conoscenze moderne, il cammino formativo è orientato a valorizzare la responsabilità individuale, la libertà, la partecipazione e la cooperazione rivolte al bene comune: una educazione integrale al servizio dell’uomo, idee che rompono una scorza di rassegnazione e inerzia.
Diviene possibile il lavoro comunitario, si rinsalda l’amore per la terra, per il bene che può dare e la necessità di preservarla. Gli alunni diventano “agenti di cambiamento”.
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IL PROGETTO
Le scuole hanno dovuto per molti anni lottare per il proprio riconoscimento e il proprio sostentamento.
Del mantenimento della scuole si fa carico innanzitutto l’entità comunitaria promotrice cui fa capo. Le risorse, in termini di lavoro, materiali, e ogni sorta di aiuto, provengono dalla gente, dalle realtà ecclesiali, dalle organizzazioni comunitarie. Gli insegnanti, lavorano a tempo pieno, abitando nella scuola con gli alunni, per una remunerazione ben inferiore a quella della scuola pubblica, autoproducendo il loro cibo.
Alcuni Municipi hanno dato, in maniera irregolare, un aiuto.
Ma l’aiuto esterno – tra cui molto rilevante quello del SERMIG, per anni pari a 1/3 dei costi - è stato essenziale per la sopravvivenza e per preparare un futuro.
Peraltro, la cooperazione internazionale esclude di massima la copertura di spese quali quelle dei salari degli insegnanti.
Solo nel 2006, il mutato scenario politico nella Bahia ha permesso l’avvio di un processo legislativo – non ancora concluso – che dovrebbe determinare un sostegno continuativo alle singole scuole. Le EFAs hanno svolto inoltre con successo un lavoro per la formazione dei beneficiari dei programmi di riforma agraria.
La necessità di un sostegno resta ancora, almeno per il prossimo futuro. E come SERMIG desideriamo continuare per quanto possibile a garantirne:
- per le spese, della équipe della AECOFABA, essenziale per il buon funzionamento delle 26 scuole, e per guidarne il progressivo passaggio al livello di ‘secondo grado ‘ – medie superiori.
- per le sperimentazioni di nuove iniziative nel campo agricolo e dell’allevamento, e l’avvio di progetti pilota nelle zone servite dalle scuole: attività che nel corso degli anni hanno dato frutti molto significativi, e sono oggi elementi di punta nelle iniziative di sviluppo agricolo nella Bahia.
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COME SOSTENERE IL PROGETTO
Il SERMIG da più di venti anni sostiene con impegno la vita e lo sviluppo della rete di Scuole Famiglia Agricole AECOFABA.
L’impegno è primariamente attraverso risorse finanziarie.
Praticamente impossibile l’invio in Brasile di materiali o attrezzature di ogni tipo.
Molto importante nel tempo lo scambio di esperienze e conoscenze su via via specifici ambiti di iniziative nel campo dello sviluppo agricolo.
C.C.P. n° 29509106 intestato a Sermig causale: salviamo 100.000 bambini – Brasile/AECOFABA
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BRASILE:
TANTA TERRA SENZA GENTE
TANTA GENTE SENZA TERRA
Alla radice di gran parte delle situazioni di grande povertà in un Paese come il Brasile, ricco di spazi, ricco di risorse – 570 milioni di ettari di terra coltivabile -, favorito in molta sua parte da buone condizioni climatiche, è stata e ancora è il subire una struttura della proprietà terriera molto concentrata.
Questo specie nel Nord e Nordeste; il sud ha potuto conoscere una storia un po’ diversa, dove i coloni venuti dall’Europa a fine ‘800 hanno potuto col tempo accedere alla piccola proprietà e mettervi a frutto le loro esperienze e capacità. Nel Nord e nel Nordeste, le aree di più antico insediamento dove nel ‘600 si è trapiantato un sistema di tipo feudale, ancora oggi la maggior parte dei terreni vengono classificati come “latifondo”.
Economicamente una scelta molto poco efficiente. Parte del latifondo è addirittura totalmente improduttivo – oggetto delle rivendicazioni del movimento dei ‘Sem Terra’ (Senza Terra) – gruppi di coltivatori che, sfidando reazioni violente e senza scrupoli, occupano terre incolte per cercare di metterle a coltura per averne di che sostentarsi.
Il latifondo produttivo è destinato alle piantagioni di canna da zucchero, nei pressi della fascia umida costiera, o all’allevamento estensivo di bovini nel Sertão.
La mancanza di terra per sé da coltivare, l’incapacità di gestire la siccità, ha alimentato fuga dalle campagne verso le città di decine di milioni di braccianti, così come di piccoli agricoltori che non riescono a sopravvivere con la poca terra che posseggono. Giunti in città le possibilità concrete di una vita dignitosa sono notoriamente quasi nulle, e si estinguono nella violenza e miseria delle favelas.
Le risposte a questa situazione sono comunque possibili, anche in pratica. Le iniziative di riforma agraria sono a lungo restate sulla carta; una maggiore volontà ha generato in questi ultimi anni programmi di intervento interessanti.
Non basta certo poter disporre della terra per metterla a frutto. Occorre accanto una formazione, specifica, centrata nei contenuti e nel metodo sulle necessità pratiche di uomini e donne che in genere non hanno potuto andare molto a scuola. Che offra le conoscenze tecniche per iniziare con successo, ma anche quelle per agire in una dimensione comunitaria sui problemi toccano tutti. Dando ai figli la possibilità di prepararsi a vivere e far vivere nelle campagne una stagione nuova e diversa di umano progresso e dignità. La sola che potrà dare equilibrio alla vita dell’intero Paese.
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