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OBIETTIVI
Prevenire la trasmissione materno-fetale dell’HIV, promuovere azioni volte ad evitare la diffusione dell’AIDS e a mitigarne le conseguenze.
Proporre a persone che si trovano colpite dalla malattia un percorso di recupero del proprio essere e della propria salute. Offrire cure efficaci che diano la prospettiva di una vita dignitosa e migliori opportunità.

BENEFICIARI
- Progetto Prevenzione: ogni anno circa diecimila test HIV, e per diverse centinaia di mamme trattamento per prevenire la trasmissione materno-fetale ai loro bambini.
- Progetto Assistenza Socio-Sanitaria: terapia e sostegno per un centinaio di coppie madre-bambino; reinserimento scolastico per alcune decine di bambini.
- Attività produttive: oltre un centinaio di persone.


IL CONTESTO
Anche se è passato ormai in secondo piano nei media, l’AIDS nel mondo resta una grande emergenza, che colpisce soprattutto dove arretratezza, miseria e ingiustizia già la fanno da padrone.

Anche se è passato ormai in secondo piano nei media, l’AIDS nel mondo resta una grande emergenza, che colpisce soprattutto dove arretratezza, miseria e ingiustizia già la fanno da padrone.
A fine 2006, si stima che 39,5 milioni di persone nel mondo fossero positive al virus HIV (32,9 milioni nel 2001); e tra di loro cresce la quota delle donne, ormai il 48%. La maggior parte dei sieropositivi e malati di AIDS vive nell’Africa subsahariana, il 63%.
Nel 2006, 4,3 milioni di persone hanno contratto il virus; e i decessi a 2,9 milioni sono saliti.
Ovviamente la pandemia non colpisce solo il presente, ma mina il futuro: nel 2005, erano 15,2 milioni nel mondo i minori che avevano perso uno o entrambi i genitori per colpa dell'AIDS; l'80% di essi vive in Africa. Sulla base della evoluzione attuale, nel 2010 gli orfani per AIDS saranno oltre 20 milioni. Per loro nessun futuro, al massimo quello di ragazzi di strada.

In questo quadro desolante, il punto di speranza è tuttavia che in questi anni appare finalmente arrestata la tendenza alla crescita nel tasso di prevalenza dell'infezione da HIV; che in Africa ha il suo apice colpendo circa il 6% della popolazione adulta.

Ma, se la tendenza appare potersi finalmente piegare, sono ancora molto insufficienti le misure di prevenzione. Si ritiene che in Africa meno di un terzo dei giovani maschi, e appena una ragazza su cinque, abbiano una corretta comprensione del fenomeno HIV/AIDS. In Paesi dell'Africa maggiormente colpiti dall'epidemia, soltanto il 12% degli uomini e il 10% delle donne hanno compiuto il test HIV e ne hanno ritirato gli esiti: non essendoci le possibilità di ricevere una terapia antiretrovirale, gli esami sono recepiti come una inutile condanna. I sieropositivi sono molto esposti alla emarginazione sociale, vengono abbandonati dalle famiglie, perdono il lavoro.

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Kinshasa, quartiere di Ngaba

È dunque necessario un impegno tenace, sempre più costante e capillare, di vicinanza alla gente, ascolto e coinvolgimento in ogni forma.
Ne è un esempio come, nel 2005, appena l'11% delle donne sieropositive in gravidanza nei Paesi a medio e basso reddito avevano accesso ai servizi per la prevenzione della trasmissione verticale (madre-figlio) del virus, nonostante il costo relativamente contenuto e l’elevatissima possibilità di evitare la trasmissione.

E’ migliorato anche l’accesso alle terapie antiretrovirali per il trattamento dello stadio avanzato della malattia. Ma in tutto il mondo, a fine 2006 le riceve solo il 28% dei 7,1 milioni di ammalati che ne hanno bisogno; e la quota scende al 15% per i bambini. Simili quote si applicano all’Africa.
E accanto alla terapia per l’AIDS, per restituire prospettive e qualità alla vita, occorrono terapie per le eventuali infezioni opportunistiche, sostegno alimentare, reinserimento sociale e possibilità di lavoro.
Ciò che da diverse esperienze, piccole quanto grandi, emerge con ovvia evidenza, è la necessità di prendere in carico il nucleo familiare, specie quando si è ridotto a una madre rimasta sola coi suoi bambini, per potergli restituire e mantenere tutta la sua forza vitale. (dati: UNAIDS/UNICEF/OMS).

PARTNERS
Associazione “Alfa e Omega, Insieme per il Congo”:
costituita nel 2002 da italiani e da immigrati congolesi a Torino, uniti dalla volontà di offrire risposte efficaci ai problemi della gente del Paese, per favorire l’unione tra gente e culture nel desiderio di “aiutare le persone ad aiutarsi”. Nata da percorsi diversi di ricerca spirituale, è anche un segno e un’opportunità per il coinvolgimento attivo di persone che nel tempo si sono trovate a dover lasciare il loro Paese.

Suore di San Giuseppe di Torino:
sono presenti da più di 50 anni in Africa centrale, con 14 missioni aperte nella R.D.Congo. Oltre alle attività di animazione religiosa, i cui frutti sono ampi nella Chiesa locale, gestiscono scuole, dispensari, orfanotrofi e molteplici attività. La loro testimonianza semplice e serena di presenza in mezzo ai poveri è vitale, specie per le donne e la loro promozione. Da tempo per il SERMIG l’amicizia e la collaborazione con loro sono un grande dono.

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Attrezzature del CTA

IL PROGETTO
Si è conclusa una prima fase finalizzata a definirne e ottimizzarne le azioni e i metodi di intervento, assicurando l’uso efficace delle risorse a disposizione. I risultati conseguiti sono molto incoraggianti sotto tutti gli aspetti, così come la collaborazione con entità sanitarie e Diocesi.
Si apre perciò oggi la possibilità di far crescere il numero dei beneficiari, se si arriverà a disporre con una certa stabilità delle risorse necessarie a sostenerne e via via ampliarne il programma di lavoro.

Il progetto si articola in un insieme di interventi:

“PTME – PREVENZIONE TRASMISSIONE MAMMA-BAMBINO”
Obiettivo: prevenzione dell’infezione da HIV nella trasmissione materno-fetale, e nell’allattamento al seno, a Kinshasa dal 2003, e a Bukavu (Kiwu) dal 2005.
Si attua attraverso informazione e accompagnamento alla madre, test riservato di sieropositività, intervento farmacologico (somministrazione di Nevirapina alla madre ad inizio travaglio, e al neonato entro 72 ore dalla nascita); le possibilità di successo della prevenzione sono assai elevate: la probabilità di infezione per il bambino si riduce dell’85% rispetto a un parto non assistito. Tutte le donne sieropositive che Alfa e Omega ha preso in carico e che si sono sottoposte al trattamento hanno bimbi sani.
L’intervento prosegue durante i primi due anni di vita del bambino con il controllo dietetico-alimentare e la fornitura di latte in polvere, al fine di evitare il possibile contagio attraverso l’allattamento al seno.
Per rendere possibile l’esecuzione del progetto, si è provveduto a formare il personale di cinque maternità – 80 operatori - sulla conoscenza di tutti gli aspetti della malattia, e la corretta gestione del rapporto con ammalati e famiglie in tutte le sue implicazioni.
Il costo della formazione è pari a circa €1000 per ciascuna maternità.
L’esecuzione riservata di test di sieropositività è proposta al maggior numero possibile di persone.
Il costo di un test di sieropositività è pari a €5.
Ancora per il 2008 la Nevirapina è fornita gratuitamente dal produttore. È stata infatti siglata una convenzione triennale (2006-2008) col BDOM – Bureau Diocesain des Oeuvres Medicales - per garantire la fornitura del test HIV per 9000 madri nella area di Kinshasa e quella del farmaco NVP alle madri risultate sieropositive (stimabili in 500 circa) e ai loro bambini. All’Hopital Général di Bukavu sono garantiti 300 test HIV l’anno e contributi economici per garantire alle donne risultate sieropositive tutti gli esami preliminari di laboratorio per il trattamento con farmaci ARV.
ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA
Obiettivo: presa in carico globale di mamme ammalate e dei loro bambini per ripristinare una buona qualità della vita personale e sociale (attività terapeutica, reinserimento scolastico dei bambini e lavorativo per i familiari).
Si attua attraverso:
- esecuzione di analisi di laboratorio mirate a individuare un protocollo di terapia antiretrovirale (i farmaci disponibili in loco sono di buona qualità);
- sostegno alimentare e somministrazione della terapia ARV;
- trattamento delle eventuali malattie opportunistiche;
- inserimento scolastico del bambino.
Il costo di un mese di trattamento si può stimare in €50.
Il lavoro direttamente svolto da Alfa e Omega, dai 4 beneficiari iniziali, è cresciuto a fine 2007 a 40 nuclei madre-bambino, organizzati in gruppi di auto-aiuto. L’obiettivo è di poter inserire 5 nuovi nuclei ogni anno.

Per il 2008, se vi saranno risorse disponibili, il lavoro assieme al BDOM si estenderà fino a una completa presa in carico di altre madri e bambini nel quartiere poverissimo di Kingabwa: si prevede la presa in carico di 45 madri ammalate e dei loro bambini per il fabbisogno alimentare e la cura delle malattie opportunistiche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità si affiancherà all’intervento con la fornitura di farmaci ARV.
Il costo totale di questo intervento è di €14.000/anno.

Scheda: Repubblica Democratica del Congo
È un Paese dalle immense risorse naturali: agricole, minerarie, idroelettriche, forestali. Come per diversi altri Paesi del continente africano, paradossalmente questa immensa ricchezza è stata finora una rovina per la gente.
Schiacciata nel duro tempo della colonizzazione, è rimasta oppressa dopo l’indipendenza da dittature e guerre mosse soprattutto da interessi esterni rivolti ad accaparrarsi ad ogni costo quelle ricchezze.
Ultima in ordine di tempo la guerra nata nel 1998 come “guerra civile” nella provincia orientale del Kiwu – terra ricca di miniere, e tra di esse i maggiori giacimenti al mondo di coltan, elemento prezioso per i suoi impieghi nei congegni elettronici miniaturizzati, compresi i telefoni cellulari.
La mole degli interessi in gioco, e l’ampiezza dello scontro tra potenze esterne per rimettere in gioco gli equilibri neocoloniali, l’ha fatta diventare una guerra a dimensione continentale.
Nonostante questo conflitto si dica oggi concluso e nel Paese si siano svolte lo scorso anno elezioni democratiche, nella zona del sud Kiwu tensioni e violenze, in particolar modo a danno delle donne, sono ancora elevate.
PROGETTO DI REINSERIMENTO SCOLASTICO
È iniziato nell’anno scolastico 2006/07 per 19 bambini e ragazzi (dalla scuola materna alla scuola superiore/scuole professionali), per i quali si provvede al pagamento delle tasse scolastiche, al corredo scolastico e al sostegno per le altre necessità che di volta in volta si presentino.
Il costo è di circa €1600/anno.
CTA – CENTRO DI TRATTAMENTO AMBULATORIALE
Nel corso del 2007, di concerto col Ministero della Sanità congolese, è stata aperta a Kinshasa, nel quartiere periferico di Ngaba, una struttura con locali allestiti e attrezzati per integrare e ampliare tutto l’insieme degli interventi socio-sanitari.
Verranno offerti servizi di base alla gente, accessibili anche per chi non può contribuire alle spese, con particolare attenzione alla prevenzione e sensibilizzazione sul problema HIV-AIDS.
Il Centro è composto da 6 locali: sala d’attesa, segreteria, ambulatorio, centro per day hospital, laboratorio analisi, magazzino. Il personale che lo gestisce è attualmente di 6 unità: medico, infermiere, assistente sociale, segretario-contabile, tecnico di laboratorio, guardiano.
Le spese annue per attrezzature, affitto, personale e gestione si aggirano intorno a €20.000.
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Foto del CTA
Accanto a questi interventi, si avviano e svolgono piccole ATTIVITÀ PRODUTTIVE GENERATRICI DI REDDITO, che coinvolgono donne sieropositive per offrire una opportunità di mantenimento per loro e i loro bambini.
Sartoria: il laboratorio ha conquistato stabilmente la propria autonomia operativa e finanziaria. Vi lavorano 4 donne, e vi fanno apprendistato alcune delle mamme inserite nel progetto di cura.
Centro Servizi per l’Ufficio: offre servizi di copisteria e di formazione alla “office automation”; vi si affiancherà un piccolo internet point. Il Centro dà lavoro stabilmente a 3 persone.
Cooperativa di pescatori: ad Uvira (Kiwu), sul lago Tanganyka, si sostiene l’organizzazione e messa in opera di unità da pesca artigianale, insieme ad una associazione di pescatori locali, la SEFI. L’obiettivo è offrire sicurezza alimentare al maggior numero possibile di persone, tra cui profughi della guerra rientrati in Congo; a oggi l’obiettivo è stato raggiunto per le 14 famiglie dei pescatori della SEFI (oltre 100 persone in totale).

COME SOSTENERE IL PROGETTO
Il SERMIG fin dal suo avvio sostiene il progetto, con risorse economiche e attrezzature.
C.C.P. n° 29509106 intestato “Sermig”, causale: Salviamo 100.000 bambini - R.D.Congo


Per approfondire:
BAMBINI: Morire a Kinshasa
R.D.Congo: La CDJP compie 17 anni
R.D. Congo: Appello per la pace
GREENPEACE: salvate le foreste in Congo
R.D. Congo: un filo per andare oltre
R.D.CONGO: un Natale “nuovo”
Messaggio alla nazione del Presidente Joseph Kabila
R.D. CONGO: Kabila presidente (altri link sotto questo articolo)
R. D. CONGO: La frontiera di Bukavu
RIFUGIATI: in fuga dalla mia terra