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OBIETTIVI
La vita quotidiana della evangelizzazione e delle opere di promozione umana dipende ancora molto dall’aiuto inviato: un pasto giornaliero ai bambini negli asili, aiuto ai poveri e ammalati con alimenti, un Vangelo in Kiswahili…
BENEFICIARI
Le comunità più povere delle diocesi di Iringa, Njombe, Dar es Salama.
IL CONTESTO
Il centro e il sud della Tanzania sono paesaggi immensi e situazioni emblematici di una Africa profonda. Villaggi disseminati su vasti altipiani, semi isolati dalle distanze e dalle poche strade. Vita che, fuori dalle città, scorre secondo tempi e modi antichi.
Pressoché unica attività economica è quella agricola, condotta con tecniche tradizionali, dipendente dalle piogge. Oltre alle malattie endemiche dell’area, come la malaria, l’AIDS è ora il più grave flagello nei villaggi.
PARTNERS
L’ordine delle Teresina Sisters è sorto nel 1935, come filiazione africana delle Suore della Consolata, per iniziativa di Mons. Beltramino, primo vescovo della Diocesi di Iringa costituita in quel periodo.
Sono oggi circa 450 e servono principalmente le diocesi di Iringa – dove è la casa madre – e Njombe, e con tre case nella capitale Dar es Salaam. E’ una presenza di cui ci si accorge. A sostegno del lavoro dei missionari e dei parroci, nella scolarizzazione e formazione, nell’ospedale diocesano, nei dispensari, nei villaggi ad evangelizzare e organizzare cooperative di donne…
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Il loro carisma è di fare Chiesa, vivace e vitale, accanto alla gente.
Dove operano, con presenza e aiuto, fanno la differenza. Specie per le donne, perno della società rurale africana – a loro compete la cura della famiglia così come il lavoro dei campi – di cui sono però del tutto ai margini. Nessuno si era mai preso a cuore i loro bisogni, e le amano molto. Lavorano specie in località più decentrate, dove le condizioni di vita – che condividono – sono ancora particolarmente misere e arretrate, senza luce, con poco accesso all’acqua. Restano sempre molto dinamiche e propulsive. Per ogni compito che si stabilisce debbano intraprendere, al di là della scarsità di mezzi materiali, innanzitutto puntano a formarsi, per potere a loro volta formare, e seminare in terra fertile. |
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IL PROGETTO
Molti i bisogni, molti i campi di azione:
· Scuola e formazione
In ogni villaggio del Tanzania c’è una piccola scuola primaria, per cercare di garantire l’alfabetizzazione; in alcuni, quelli più arretrati, è inviata una sister a guidarla.
Un impegno particolare è verso la formazione secondaria delle ragazze, oggi quasi nulla; che include quella al lavoro secondo schemi meno tradizionali, dando vita a laboratori di sartoria, maglieria e calzoleria – attività artigianali importanti e che possono ancora offrire delle prospettive.
· Sanità e prevenzione
Grazie ad un loro proprio impegno di formazione molto rigoroso ricoprono varie mansioni come medical assistants, farmaciste, analiste di laboratorio, capo-infermiere e infermiere. Mansioni determinanti per dare qualità di servizio a strutture di pochissimi mezzi a una utenza vasta e che non può permetterseli. Avviano e gestiscono dispensari, e promuovono di villaggio in villaggio igiene e consapevolezza per la prevenzione quotidiana.
· Sviluppo rurale
In diversi villaggi vengono animati piccoli progetti di sviluppo agricolo, attraverso l’organizzazione di gruppi di donne. E’ un lavoro molto importante e innovativo. Incide profondamente sulla realtà, attivando energie nascoste su obiettivi acquisibili di produttività e qualità della vita.
Le donne, che sentono la responsabilità della famiglia, dei figli, hanno la maggiore propensione a impegnarsi; raccolgono l’idea di unire le loro forze creando gruppi per ripartire equamente lavoro e benefici – l’innovazione e la crescita non generano così squilibri nella società locale – e gestire efficacemente il ricavato. Elaborano assieme, e nel confronto con la sister responsabile, le ipotesi di lavoro, basate sulla loro esperienza della realtà, e dei bisogni da soddisfare. E hanno successo.
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COME SOSTENERE IL PROGETTO
Il SERMIG appoggia da tempo le iniziative delle Teresina Sisters attraverso invii di materiali – per scuola, laboratori, sanità…
Con risorse finanziarie si sostengono iniziative di sviluppo:
- microprogetti richiesti e animati da gruppi di 10-15 donne di un villaggio; con 1000/2000 €: microallevamenti (conigli, maiali, mucche), pozzi per irrigare, coltivazioni non solo di sussistenza e nuove, laboratori (olio, cucito), commerci.
- avvio di aziende agricole gestite dalla congregazione, per il sostegno del loro servizio e della gente che vi partecipa, e come centri di formazione a nuove tecniche e strumenti.
C.C.P. n° 29509106 intestato a Sermig causale: salviamo 100.000 bambini - Tanzania |
Scheda: Tanzania
Superficie: 945.000 Kmq
Abitanti: 27.000.000
Prodotto Nazionale Lordo pro-capite: US$ 100
Speranza di vita alla nascita: 52 anni
Mortalità nei primi 5 anni di vita: 167 per 1000
Analfabetismo adulto: 36%
Forza lavoro: 85% agricoltura 5% industria 10% servizi
Reddito del 20% più ricco degli abitanti = 26 volte quello del 20% più povero
Tra i Paesi in assoluto più poveri nel mondo, la Tanzania ha peraltro vissuto, rispetto alla maggior parte dell’Africa subsahariana, una storia invidiabile, non priva di contraddizioni ma con pace e unità nazionale mai messe in discussione. E’ l’eredità più positiva dell’esperimento socialista del padre della patria Julius Nyerere, presidente dal 1961 al 1985: formazione di una identità nazionale, promozione dell’istruzione di base; ma anche burocratizzazione, autarchia assoluta e collettivizzazione delle terre e della vita dei contadini, che hanno contribuito a mantenere bassa la produttività e scarse le risorse per raggiungere i traguardi proposti.
Il decennio successivo, sempre guidato dal partito unico “Partito della rivoluzione”, - il multipartitismo nasce solo nel 1992 ma è ancora tutto da maturare - è stato invece all’insegna dell’adesione incondizionata al mercato. Qualche risultato positivo, ma solo per una ristretta cerchia; le opportunità sono per pochi, e pochi comunque hanno capacità e preparazione per lavorare secondo criteri non tradizionali, sganciati da un antico senso di impotenza e fatalismo.
L’occidente ha ormai abbandonato anche nei Paesi più potenzialmente promettenti ogni iniziativa di investimento in Africa. Spazio che qui viene colmato, in misura modesta ma molto pervasiva, da iniziative di imprenditori islamici. Tra gli elementi di maggior timore per il futuro della Tanzania è proprio la rapida occupazione da parte della componente islamica - sebbene minoritaria, intorno al 30% - di ampi spazi nella società, non solo nella economia, ma anche con un aggressivo proselitismo fondamentalista che mira a creare uno stato confessionale.
Per la Chiesa locale e i missionari che in Tanzania danno una testimonianza particolarmente eloquente di come, con amore e dedizione costante, significative iniziative di sviluppo possano attecchire, è una dura sfida. La testimonianza dell’Amore, che passa anche dalla promozione dell’uomo, domanda più che mai aiuto.
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