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Dom Luciano è mancato il 27 agosto del 2006.
Abbiamo sofferto molto. Speravamo vivesse, speravamo di poter
fare tante altre cose insieme. Lui era stato determinante nel
nostro andare in Medio Oriente: fu lui che ci propose, al nostro
primo incontro, di recarci in Libano per una missione di pace.
In Libano ci siamo " fatti le ossa" per il Medio Oriente,
perché da lì ci siamo estesi all'Iraq, alla Turchia,
alla Giordania. Il Medio Oriente è diventato casa nostra.
Abbiamo aperto a Madaba, in Giordania, l'Arsenale dell'Incontro.
La nostra speranza è che il dolore dei bambini disabili
che vi accogliamo possa dare ali alla speranza in quella zona
affinché cristiani, ebrei, musulmani scoprano come rendere
fonte di pace la comune paternità in Abramo, l'unico Dio.
Anche se le difficoltà sono grandi, perché c'è
un passato di dolore, di violenze, e credo che nessuno possa lanciare
la prima pietra. Ebbene, nella nostra presenza in Medio Oriente
c'è la fiducia, la regia di Dom Luciano.
Abbiamo sentito l'esigenza d'amore di dedicargli l'Arsenale
della Speranza, di lasciare un segno indelebile di questa
grande amicizia. Naturalmente la dedica non è una targa,
è un impegno a diventare come lui. Non so se riusciremo
ad essere come lui veramente miti, veramente buoni, veramente
spirituali, veramente cristiani da ventiquattr'ore su ventiquattro,
ma certamente la sua fiducia nei nostri riguardi ci incoraggia.
Il 1° marzo 2008 ha visto all'Arsenale della Speranza un'esplosione
di gioia, di commozione racchiusa nell'incontro con irmã
Carmen, che è stata con Dom Luciano per trent'anni.
Una piccola suora che ha potuto testimoniare la fedeltà
assoluta di questo uomo a Dio e ai poveri, la sua assoluta dedizione
all'amicizia, coltivata con noi in modo davvero straordinario.
Ci siamo incontrati più di mille volte, ci ha lasciato
una ricchezza enorme di pensieri scritti che desideriamo tradurre
in libri, in dispense, in dibattiti per far conoscere meglio questo
"gigante" (termine usato sovente, ma per Dom Luciano
non è sprecato). Io lo definisco un Francesco d'Assisi
con la testa di Platone, un uomo che riusciva a conciliare la
semplicità con un pensiero veramente alto e profondo.
Sabato 1 marzo abbiamo potuto pregare Dom Luciano,
abbiamo potuto dedicargli ufficialmente l'Arsenale della Speranza.
La partecipazione dell'arcivescovo di San Paolo, Dom Odilo Scherer,
che considera pure lui come già il card. Hummes l'Arsenale
la sua seconda cattedrale - pienamente inserita nella Chiesa di
San Paolo - ha caratterizzato questo evento come una delle celebrazioni
del centenario della costituzione dell'Arcidiocesi di San Paolo.
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